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Chiesa e Convento Santa Maria del Trebbio

 
Tipologia
Chiesa
Indirizzo
Località Trebbio, 62010 Pollenza (MC)
Telefono
 

La primitiva Chiesa di Santa Maria del Trebbio fu costruita nel 1587-1588 per conservare in modo più adeguato l'immagine della Beata Vergine della Misericordia, dipinta ad ornamento di un'edicola sacra, che sorgeva in questo sito.

Nel 1794, il rettore del Trebbio di Roma, don Pietro Pescatore, concesse in enfiteusi case e terreno a Felice Sileoni di Montemilone e ai suoi discendenti, con l’obbligo di corrispondere al cappellano un canone annuo di 4 scudi romani. Gli immobili rimasero alla famiglia Sileoni fino al 1861.
A seguito delle leggi eversive, nel 1875 la proprietà fu acquistata tramite interposta persona dal francescano Padre Domenico Pierucci, originario di Pollenza. Nel 1877 egli vi fece costruire la chiesa di Santa Maria. Annesso alla chiesa fece edificare anche un ospizio, ampliato dopo la sua morte, avvenuta il 6 gennaio 1879. Nel 1899, l’ospizio fu trasformato in convento e il complesso divenne sede di uno studio di belle lettere e di un collegio serafico.

I Frati Minori si insediarono a Pollenza dapprima nel convento e chiesa di S. Francesco, a partire dagli anni ’50 del ‘200, ad essi donato dai monaci dell’abbazia di Rambona. Fuori della città, i clareni abitarono nell’antico eremo di S. Lucia, fino al 1626.
Nel 1876, per opera del Padre Domenico Pierucci fu eretto dalle fondamenta il convento su di un luogo ameno e salubre, il Trebbio, ovvero una congiunzione di tre vie, dedicato a S. Maria. In seguito fu ingrandito e poté ospitare il Collegio Preparatorio, indi, il Ginnasio e il Liceo. Negli anni ’50 del ’90 sono stati compiuti vari lavori di restauro del Convento e della chiesa ad opera del compianto P. Umberto Ciccioli. Dal 1946 al 1966 è stata sede della Casa di Riposo della Provincia.
Ha subito notevoli danni a causa del terremoto del 1997. È stato in parte restaurato, ma necessita l’ultimazione di lavori, per essere agibile e usufruibile.

La chiesa, costituita da una piccola cappella e da una casa con un piccolo spaziale, fu costruita negli anni 1587-1588 per dare una degna sistemazione e protezione all’immagine della Madonna della Misericordia dipinta sul muro di un tabernacolo eretto in epoca ignota presso l’attuale contrada già detta del Trivio (in vari documenti del 1500).
Attualmente la Chiesa del Trebbio è dedicata a Santa Laura martirizzata all’età di 13 anni in Ancona sotto l’imperatore Diocleziano dopo che fu esiliata e percossa. Il suo corpo fu portato dal convento dei Frati Minori di Loreto alla Chiesa del Trebbio in Pollenza a cura ed a spese di don Francesco Lamponi il 19 maggio 1899 e posto sotto l’Altare Maggiore. Le Sante Reliquie furono sistemate una volta il 9 maggio 1912 ed una seconda il 27 ottobre 1938.
Dai documenti si apprende che le reliquie conservate in apposita urna, sono venute da Loreto, incartate e fornite di sigillo di curia vescovile (tutte tranne il cranio, le mani e i piedi), con la scritta indicante: “S. Laura fanciulla martire”. Il calice esistente nell’interno dell’urna con il vaso di vetro contiene la terra bagnata del sangue della Martire. Nonostante le varie richieste, non è stato possibile avere notizia alcuna sulla vita della santa, la famiglia; la sua santità ed il martirio sono legati alla generosità, fortezza d’animo, fedeltà al dovere fino allo spargimento di sangue. I festeggiamenti religiosi in onore di Santa Laura avvengono il 21 agosto ed l’8 ottobre (infatti viene anche detta Laureta – Laurentia. La attuale torre campanaria risale al 1901 e nel 1906 fu inaugurata dalle campane della chiesa dei Minori. La decisiva trasformazione della chiesa, allungata di molti metri, arricchita di due navate laterali risale agli anni 1945-1946 a cura del P. Umberto Ciccioli.
Nel mese di luglio del 1951 fu inaugurato l’altare marmoreo consacrato.
(cfr. Memoria Manoscritta da Don Nazareno Boldorini, Arch. Corp. del Melograno)

Consiglio Generali Statiotum est: Poiché si vede esser mandata tanto innanzi la fabbrica della Pittura del Trivio, con una spesa sì grande e che l’desiderio di Maffitto mosso da opera pia veramente e lui vorrebbe tuttavia continuare con spenderci for di bisogno piacendo a questo m.co num.o stante la sua decrepità si glie dia per compagno m. Achille Palmucci accio’ insieme venghino a moderare quanto più possibile la spesa di d.a Fabrica , et sendoci entrata o in denari o in robba sia preservata ond. Spesa acciò a qualche tempo occorrendo a renvestirli in beni stabili si possi fare.
Approvato con 34 voti favorevoli e 6 contrari.

Fonte: Vol. 1583-1587 c. 242 v. (appunti manoscritti da Don Nazareno Boldorini tratti dai libri delle Riformanze del Comune di Pollenza)

 

Posizione

 

Modalità di accesso


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